Cosa prevede il Decreto Benzina

Le disposizioni contenute nel Decreto Benzina, le reazioni dei gestori degli impianti di carburante e la nuova accisa mobile.

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In data 10 gennaio, dopo giorni di attacchi sull’aumento del prezzo del carburante a causa della mancata proroga in legge di bilancio dello sconto sulle accise, il Governo Meloni ha deciso di intervenire con un decreto ad hoc, denominato dalla stampa Decreto Benzina.

Disposizioni

Il decreto legge introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi. In sostanza, si tratta di una toppa comunicativa, dal momento che il Governo persiste legittimamente nella sua decisione politica di non dare priorità allo sconto sulle accise. Si può dire che questo sia il primo passo falso del Governo. La lite diplomatica con la Francia si basava su idee approvate da molti elettori, mentre in questo caso ci è andato di mezzo proprio il sentiment degli elettori nei confronti dei partiti di maggioranza. Ma passiamo ai contenuti del provvedimento:

  • si rende giornaliero l’obbligo per gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato. Il Ministero delle Imprese calcola e pubblica il prezzo medio giornaliero nazionale. Tale prezzo deve essere esposto, con specifica evidenza, da parte degli esercenti insieme al prezzo da essi praticato;
  • si rafforzano le sanzioni amministrative in caso di violazione, da parte degli esercenti, degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi. In caso di recidiva, la sanzione può giungere alla sospensione dell’attività per un periodo da sette a novanta giorni;
  • nel periodo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente;
  • si rafforzano i collegamenti tra il Garante prezzi e l’Antitrust, per sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative. Allo stesso fine, si irrobustisce la collaborazione tra Garante e Guardia di Finanza;
  • viene istituita una Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi finalizzata ad analizzare – nel confronto con le parti – le ragioni dei turbamenti e definire le iniziative di intervento urgenti.
  • con un decreto ministeriale sarà introdotto un tetto massimo al prezzo praticabile in autostrada.

Gli appunti di Giorgia

La stessa Premier Meloni è intervenuta sul clamore, perlopiù politico, suscitato dalla mancata proroga dello sconto sulle accise. Nella sua rubrica video Gli appunti di Giorgia, la leader di Fratelli d’Italia rivendica la scelta fatta, presentandola come una decisione in favore dei meno abbienti. Perchè spendere 10 miliardi per scontare le accise avrebbe aiutato tutti i cittadini indipendentemente dal reddito, mentre con la strategia attuata in legge di bilancio quei soldi sono stati stanziati per misure di vario tipo in favore dei redditi più bassi, come il taglio del cuneo fiscale, oppure il congedo parentale o le pensioni minime.

Nonostante ciò, le polemiche non sono finite, dato che il Presidente ha dichiarato di non aver promesso il taglio delle accise nell’ultima campagna elettorale, mentre sui social è diventata virale l’immagine dello stralcio di programma elettorale in cui si promette proprio la riduzione delle spese derivanti dalle accise.

Le reazioni del settore

Giuseppe Sperduto, Presidente di Faib, la Federazione dei gestori carburanti di Confesercenti, ha dichiarato: «I dati del Ministero dell’Ambiente confermano che, nella prima settimana dell’anno, gli aumenti dei prezzi alla pompa sono stati in linea con l’incremento dovuto al ripristino delle accise. Di fronte a polemiche pretestuose e strumentali, la Federazione dei benzinai di Confesercenti ha quindi deciso di rivolgere ai rappresentanti istituzionali la richiesta di essere auditi e l’invito a convocare al più presto un tavolo di crisi con tutti i soggetti coinvolti».

«I gestori carburanti, come tutti sanno, non possono modificare i prezzi comunicati dalle compagnie e dai retisti, pena la rescissione dei contratti. Il loro margine è fissato, in forza dei contratti, non in percentuale ma in misura fissa, in ragione del venduto. Lo stesso meccanismo avviene in autostrada – ha aggiunto Sperduto – dove però la regolamentazione del settore si appesantisce e cambia radicalmente perché su ogni litro erogato deve aggiungersi il peso delle royalties a favore dei concessionari autostradali e un onere di gestione enormemente più costoso dovendo garantire servizi h24 e standard qualitativi più elevati».

«Denunciare speculazioni delle gestioni, l’ultimo e il più debole anello della filiera, per scatenare una campagna di controlli vessatori, spesso di natura formale, viste le numerose incombenze amministrative che ricadono sulle nostre attività, fa un favore alle forze economiche e finanziarie che spingono verso l’ulteriore deregolamentazione, che ha di fatto permesso che l’illegalità si infiltrasse nel settore», ha concluso Sperduto.

Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio hanno proclamato uno sciopero dei distributori di benzina dalle 19.00 del 24 gennaio 2023 alle 07.00 del 27 gennaio 2023.

Le ultime novità

Il Consiglio dei ministri ha modificato il decreto benzina introducendo l’accisa mobile, un meccanismo già preannunciato dal Ministro Giorgetti. In caso di aumento del prezzo del greggio e del relativo incremento dell’IVA in un quadrimestre di riferimento, il maggiore introito incassato in termini di imposta dallo Stato potrà essere utilizzato per riduzioni del prezzo finale alla pompa.

Aggiornamento 25 gennaio 2023

A causa delle pressioni dei sindacati, il Ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato ulteriori modifiche al decreto. Essendo già entrato in vigore, le modifiche saranno inserite nel testo del provvedimento durante l’iter parlamentare:

  • L’obbligo di comunicazione al Ministero del prezzo dei carburanti sarà settimanale (e non più giornaliero) e ad ogni variazione del prezzo
  • La chiusura per omessa comunicazione avverrà solo dopo 4 omesse comunicazioni settimanali nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre violazioni senza limiti temporali anche non consecutivi). Inoltre l’eventuale chiusura potrà essere decisa da 1 a 30 giorni (prima era da 7 a 90 giorni)
  • Le sanzioni per omessa comunicazione saranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 euro a seconda del fatturato dell’impianto di distribuzione (prima raggiungevano i 6.000 euro).

Il Governo ha deciso di posporre l’emanazione del decreto ministeriale che definirà le modalità di comunicazione e di esposizione dei prezzi entro 10 giorni dalla conversione del decreto legge (e non più entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto).

Riguardo lo sciopero, Faib Confesercenti, a seguito dell’incontro con il Ministro Urso, ha valutato positivamente le proposte presentate dal governo e ha ridotto lo sciopero da 48 a 24 ore (dalle 19 del 24 gennaio alle 19 del 25 gennaio). Fegica e Figisc-Anisa hanno invece confermato lo sciopero fino alle 19 di giovedì 26 gennaio, comunicando di aver apprezzato il tentativo in extremis del Ministro ma di non ritenerlo sufficiente a intervenire con la necessaria concretezza.

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Paolo Abete
Paolo Abete
Nato a Manduria (TA) nel 1998. Studente di Medicina presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Su Like Quotidiano mi occupo di Politica.

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