Il contrasto dell’UE alle emissioni di navi e aerei

Al fine di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050, l’Unione Europea ha elaborato il pacchetto legislativo FIT for 55%. Tra gli interventi normativi, diversi prevedono la riduzione delle emissioni nei settori del trasporto marittimo e aereo. L’aviazione e il trasporto marittimo rappresentano solo l’8% delle emissioni totali di gas serra dell’UE, tuttavia queste sono le fonti di emissioni in più rapida ascesa. Nel 2019 le emissioni derivanti dai trasporti aerei e marittimi internazionali sono cresciute rispettivamente del 146% e del 34% rispetto al 1990.

Gli interventi sul trasporto aereo

In Unione Europea, il settore aereo è soggetto al sistema di scambio di quote di emissione (ETS), disciplinato dal principio chi inquina, paga. Le compagnie aeree sono tenute ad essere in possesso di permessi di emissione per poter svolgere la propria attività. Per evitare di creare una posizione di svantaggio per le compagnie dell’UE rispetto alla concorrenza, questo sistema si applica solo ai voli all’interno dello Spazio economico europeo (SEE). La maggior parte dei permessi sono concessi alle compagnie aeree gratuitamente.
A giugno 2022, il Parlamento europeo ha approvato la riforma dell’ETS. Il Parlamento punta alla graduale eliminazione delle assegnazioni gratuite dei permessi di emissione prima del 2025, cioè due anni prima del termine proposto dalla Commissione europea. I deputati vogliono utilizzare il 75% delle entrate generate dalla vendita all’asta dei permessi per sostere dell’innovazione tecnologica. Gli europarlamentari intendono inoltre estendere il campo di applicazione del sistema di scambio di emissioni a tutti i voli in partenza dallo SEE, compresi i voli in atterraggio al di fuori di quest’area. Nelle prossime settimane saranno avviati i negoziati con i paesi dell’UE sulla riforma definitiva della normativa.

Nel luglio 2022 il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto normativo ReFuelEU. L’intervento ha l’obiettivo di rendere più ecologici i carburanti utilizzati negli aerei e negli aeroporti dell’UE. Gli aeroporti europei dovranno utilizzare una quota minima di carburanti sostenibili per l’aviazione: del 2% a partire dal 2025, del 37% entro il 2040 e del 85% entro il 2050. L’elettricità, l’olio da cucina esausto, il carburante sintetico e l’idrogeno dovranno sostituire i carburanti tradizionali usati negli aeroporti.

Gli interventi sul traporto marittimo

Il 16 settembre 2020 il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’introduzione del trasporto marittimo nel sistema di scambio di quote di emissione dell’UE a partire dal 2022. L’obiettivo è di ridurre le emissioni di CO2 delle compagnie marittime di almeno il 40% entro il 2030. Tra le proposte sostenute dal Parlamento, vi sono:

  • l’eliminazione graduale degli oli combustibili pesanti con compensazione tramite esenzioni fiscali sui combustibili alternativi;
  • la decarbonizzazione, digitalizzazione e automatizzazione dei porti europei;
  • l’accesso regolamentato ai porti dell’UE per le navi più inquinanti;
  • l’attuazione di miglioramenti tecnici come l’ottimizzazione della velocità della nave, l’innovazione nell’idrodinamica, nuovi sistemi di propulsione.

Pochi giorni fa, il Parlamento Europeo ha fissato gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra delle navi. La riduzione sarà del 2% a partire dal 2025, del 20% a partire dal 2035 e dell’80% a partire dal 2050 rispetto ai livelli del 2020. I tagli dovranno applicarsi alle navi di stazza lorda superiore a 5000, che rappresentano il 90% delle emissioni di CO2 e all’energia utilizzata a bordo o nei porti dell’UE e al 50%. Le eventuali sanzioni comminate andrebbero a finanziare Ocean Fund, il fondo che contribuisce alla decarbonizzazione del settore.

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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