Il dramma dei rifugiati in Africa orientale

Nell'ultimo decennio, al triplicare del numero di rifugiati in Africa orientale non è corrisposto un aumento delle risorse disponibili.

- Advertisement -

L’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP) hanno lanciato l’allarme per milioni di famiglie di rifugiati in Africa orientale che si trovano in una condizione di crescente rischio di malnutrizione. Nell’ultimo periodo, gli effetti della pandemia, l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, l’intensificarsi dei conflitti e gli stravolgimenti climatici hanno causato un aumento del numero di rifugiati e una diminuzione della disponibilità di risorse.

Negli ultimi dieci anni, il numero di rifugiati presenti in Africa orientale è quasi triplicato. Si è passati dagli 1,82 milioni del 2012 ai 5 milioni di oggi. 300.000 di loro sono fuggiti solo nel 2021. Oltre il 70% dei rifugiati non riceve la propria razione di generi alimentari a causa della carenza di fondi. Le devastanti conseguenze della crisi climatica sono già realtà. Alluvioni e siccità stanno divenendo più frequenti, colpendo in particolare Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan e Sudan, paesi che già versano in situazioni critiche. Il WFP ha chiesto 226,5 milioni di dollari per fornire razioni complete ai rifugiati presenti in Africa orientale nel periodo da aprile a settembre 2022.

Aumenta il rischio di violenza domestica

«Un crescente numero di bambini di età inferiore a cinque anni sta patendo elevati livelli di deperimento e di problemi della crescita. La causa è da individuare nell’impossibilità di assumere sostanze nutrienti fondamentali per lo sviluppo. Le famiglie non sanno dove si procureranno il prossimo pasto e si stanno indebitando fortemente, svendendo i propri averi o mandando i figli a lavorare. Il rischio di violenza domestica sta aumentando», ha dichiarato Clementine Nkweta-Salami, Direttrice del Bureau Regionale dell’UNHCR.

«La triste realtà è che l’Africa orientale deve far fronte a un anno segnato da esigenze umanitarie senza precedenti, causate da profondi stravolgimenti climatici, instabilità e conflitti incessanti, e aumento dei prezzi di beni alimentari e carburanti. Preghiamo la comunità internazionale di non voltare le spalle a questa regione e, in particolare, alle comunità di rifugiati estremamente vulnerabili che hanno accesso limitato ai mezzi di sostentamento e fanno affidamento sul WFP per sopravvivere», ha dichiarato Michael Dunford, Direttore Regionale WFP per l’Africa orientale.

- Advertisement -
Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

ADVERTISEMENT

Simili

Nuovo colpo di stato in Burkina Faso

A otto mesi di distanza dall'ultimo colpo di stato avvenuto in Burkina Faso, i militari hanno organizzato un nuovo golpe. È il quinto colpo...

Tigray, bloccati gli aiuti nonostante la tregua umanitaria

Venerdì 25 marzo il governo dell'Etiopia ha dichiarato una tregua umanitaria a tempo indeterminato con effetto immediato nella regione settentrionale del Tigray. Secondo il Governo, la...

Sono stati 27,1 milioni i rifugiati nel 2021

Secondo l'UNHCR, alla fine del 2021 le persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni di diritti umani erano 89,3 milioni. Il dato...

Sud Sudan: il disastroso impatto delle inondazioni

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha lanciato un allarme per il protrarsi delle inondazioni in Sud Sudan. Una situazione che aggraverà l’esodo in...

In Tigray da sedici mesi è in corso un genocidio

Un terribile disastro umanitario è in corso in Tigray, una regione settentrionale dell'Etiopia. Un genocidio che avviene in una regione lontana da noi, per...

SOCIAL