Il gruppo GEDI venderà L’Espresso a BFC Media

La decisione è stata comunicata dal gruppo GEDI. L'Espresso resterà abbinato all’edizione domenicale del quotidiano La Repubblica.

Il Gruppo GEDI ha accettato una proposta dalla società L’Espresso Media srl per l’acquisto dei rami d’azienda relativi al settimanale L’Espresso e alle Guide de L’Espresso. Lo ha comunicato GEDI in un comunicato stampa. Sotto la nuova proprietà, che fa capo a BFC Media, gruppo che sta puntando sullo sviluppo di riviste periodiche, secondo GEDI “L’Espresso potrà trovare maggiore allineamento nella strategia aziendale, rispetto alla direzione evolutiva che il Gruppo GEDI ha intrapreso e sta perseguendo da anni. Una strategia centrata sull’informazione in real time per il grande pubblico e sullo sviluppo di contenuti digitali e multimediali per i quotidiani e le radio“. Per accompagnare la fase di transizione, il settimanale resterà abbinato all’edizione domenicale del quotidiano La Repubblica.

Il 4 marzo, il giornalista Marco Damilano ha lasciato la direzione dell’Espresso. Lo ha fatto dopo aver appreso, su Twitter, che il gruppo proprietario della testata intendeva vendere la stessa. Una decisione non comunicata né al direttore Damilano né al Comitato di Direzione. La testata è stata affidata alla direzione di Lirio Abbate. Il giornalista ha accettato l’incarico “per una scelta di responsabilità. Per senso del dovere e di rispetto nei confronti del gruppo di lavoro di cui mi onoro di fare parte da tredici anni.

Mai avrei pensato che tutto ciò avvenisse in queste condizioni – ha dichiarato Abbate – dopo le dimissioni del mio amico Marco Damilano che ringrazio per tutto quello che ha fatto in questi anni di direzione. Occorreva adesso dare seguito e continuità al lavoro svolto fino ad ora. Per rispetto alla redazione, ai poligrafici e ai collaboratori. Ma soprattutto ai lettori. Prendo il timone di una nave che si muove in un mare in tempesta, ma non è nel mio dna sottrarmi davanti alle sfide e alle situazioni difficili e non lo farò nemmeno questa volta.

L’Espresso si è sempre caratterizzato per le inchieste, che lasciano il segno, disturbano i potenti, ledono interessi consolidati. È il connotato tipico di questo giornale con le sue rivelazioni taglienti, intese come assolvimento d’un compito civile. E questo voglio continuare a fare. Puntando sulla difesa di chi è più debole, proseguendo la battaglia sui diritti, e contro la corruzione e il malaffare. Perché ‘la stampa serve chi è governato e non chi governa’. L’obiettivo è quindi di conservare e rafforzare la dignità originaria de L’Espresso“.

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