L’innovazione e la ricerca in Italia

Nel 2020, calano gli investimenti in ricerca e sviluppo. Tre famiglie italiane su dieci non hanno un pc e una connessione a internet a casa.

La fiducia dei cittadini italiani con un’età superiore ai 14 anni nei confronti degli scienziati e della ricerca è abbastanza elevata. Oltre la metà degli intervistati (52,9%) dall’Istat ha assegnato un punteggio pari o superiore a 8, e un voto medio pari a 7,3, su una scala da 0 a 10.

Nel 2021, la quota di persone di 11 anni e più che hanno utilizzato internet almeno una volta a settimana nei tre mesi precedenti l’intervista sale al 72,9%, con una crescita di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2019. L’indicatore raggiunge livelli elevatissimi tra i ragazzi in età scolare: il 94,0% nella classe di età 11-14 anni, il 97,0% in quella 15-19 anni; nel 2019 era pari rispettivamente all’85,8% e al 90,5%. Tra le persone di 55-59 anni gli internauti sono l’80,0%; scendono a poco meno del 50% tra quelle di 65-74 anni. Nonostante l’accelerazione nell’uso regolare di internet, nel 2021 tre famiglie italiane su dieci non hanno ancora la disponibilità di un pc e di una connessione a internet da casa. Circa l’8% delle famiglie dove è presente almeno un minore non ha disponibilità di pc e connessione da casa nel 2021.

La migrazione dei laureati

Le migrazioni di giovani laureati italiani sono proseguite anche nel 2020. Il dato emerge dal Rapporto dell’Istat sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Il saldo con l’estero è di -5,4 per mille, più elevato che nel 2019 (-4,9 per mille). Le migrazioni interne continuano a penalizzare il Mezzogiorno. Nel 2020, il Sud ha perso 21.782 giovani laureati. Di questi, oltre tre su quattro hanno trasferito la propria residenza nel Centro-nord (16.882; 77,5%).

L’occupazione culturale e creativa è stata colpita dalla crisi da COVID-19 già nel 2020, e non mostra segni di ripresa nel 2021. Il peso del settore culturale e creativo sull’occupazione totale scende dal 3,6% del 2019 al 3,4% del 2020, livello confermato nel 2021. In termini di numero di occupati nel settore, il saldo alla fine del secondo anno di crisi pandemica è di -55mila occupati, con una perdita relativa del -6,7% tra il 2019 e il 2021, più che doppia rispetto alla contrazione del complesso degli occupati (-2,4%).

Web e commercio

Nel 2020 sono stati investiti 1,47 milioni di euro in meno del 2019 in prodotti della proprietà intellettuale. Due terzi dei minori investimenti sono da imputare alla contrazione della spesa per ricerca e sviluppo. Secondo i dati preliminari 2020, la spesa in ricerca e sviluppo registra un calo complessivo del -3,4% rispetto al 2019. Nel 2020 resta ampia e inalterata la distanza tra il nostro Paese e la media europea, sia in termini di incidenza degli investimenti in prodotti della proprietà intellettuale sul Pil. In Italia il dato è fermo al 3,2%. La media Ue27 è del 5,0%.

Nel 2021 cresce ulteriormente il numero di imprese che, nel corso dell’anno precedente hanno realizzato vendite ai clienti finali tramite propri canali web, piattaforme digitali o intermediari di e-commerce: sono il 14% delle imprese con 10 addetti e più.

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