Studenti in piazza in più di quaranta città italiane

Gli studenti sono scesi in piazza in più di quaranta città italiane. Chiedono sicurezza, riforma dei PCTO, approvazione della carriera ALIAS.

Nuova giornata di mobilitazioni studentesche. Oggi, giornata di apertura degli Stati Generali della Scuola, gli studenti stanno scendendo in piazza in più di quaranta città italiane.

LaSt Laboratorio Studentesco di Torino ha dato appuntamento in Piazza XVIII dicembre. “In seguito alle manifestazioni studentesche del 28 gennaio e del 4 febbraio, ə studentə scendono in piazza per dire no tuttə assieme ad un modello di scuola che da troppi anni ha le orecchie tappate, e fa finta di non vedere“, scrive LaSt. “Dopo la morte di un altro ragazzo durante lo svolgimento di uno stage, questa volta di 16 anni, è ormai chiaro che serve una profonda riforma dei sistemi di alternanza scuola-lavoro e di PCTO. Questa può avvenire solo dopo una dismissione degli stessi, per ripartire dalle fondamenta. Nessunə studentə può e deve far parte del processo produttivo di una azienda o di un ente, in nessun caso e per nessun motivo.

Riformare il mondo del lavoro prima di scaraventarci dentro gli studenti

La sistematicità di quella che si può definire strage sui posti di lavoro non deve per nessun motivo aprire le porte a giovanə e giovanissimə, mai. Il mondo del lavoro in Italia è malato fino alle radici. Esso è teatro della morte di unə lavoratorə ogni otto ore, oltre che di un infortunio ogni cinquanta minuti. Il fatto che non siano spesso garantiti anche i pochi mezzi di protezione obbligatori per legge è gravissimo, ed è sintomo della malattia che affligge la mentalità lavorativa attorno a noi. Il mondo del lavoro va riformato da capo, e questo procedimento va svolto prima di scaraventarci ə adolescentə dentro.

Le decine di decine di scuole occupate nella nostra città e in provincia dimostrano ancora una volta la necessità impellente di un cambiamento su larga scala. Sono grida che le singole scuole rivolgono a un ministro e un ministero che continuano ad alzare muri, malgrado le apparenze. Il benessere psicologico, i problemi della didattica, il protagonismo studentesco, le strutture fatiscenti e i mezzi di trasporto insufficienti solo solo alcuni dei motivi, oltre a quelli precedentemente citati, che ci obbligano a trovarci tuttə assieme. Per dimostrare che non ci stiamo, ancora una volta, unitə.

Approvare la Carriera Alias e portare il dibattito transfemminista nelle classi

La manifestazione, a Bologna, partirà da Piazza Aldrovandi. Secondo l’Unione degli Studenti, “ancora una volta, la scuola ci abbandona mentre lo Stato risponde con silenzio e violenza da parte delle forze dell’ordine. Ciò che è successo nelle scorse settimane nelle piazze di tutto il paese, e anche qui a Bologna, è inaccettabile ed è l’ennesima prova della repressione che viviamo. Pretendiamo una maggiore tutela della nostra salute all’interno delle scuole. In una situazione pandemica così delicata è necessaria, oltre alla sicurezza sanitaria, anche quella fisica. Attualmente, nelle nostre scuole, quest’ultima non è garantita a causa di mancati investimenti sull’edilizia scolastica. Vogliamo che venga riconosciuta e rispettata la nostra identità attraverso misure come l’approvazione della Carriera Alias e portando il dibattito transfemminista all’interno delle classi. Pretendiamo l’abolizione dei PCTO a favore della didattica integrata basata su un ragionamento critico rispetto al mondo del lavoro“.

Alberto Pizzolante
redazione@likequotidiano.it

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