Lula: «Bolsonaro è uno squilibrato». Si indaga sul ruolo dell’esercito

Bolsonaro, che è in Florida, respinge le accuse rivoltegli dal presidente in carica. I leader mondiali sostengono Lula.

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«Jair Bolsonaro è uno squilibrato che dopo aver perso le elezioni si è chiuso in casa». Lo ha detto oggi il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva a proposito dell’ex presidente di estrema destra, i cui sostenitori negli scorsi giorni hanno assaltato le istituzioni brasiliane. «Il mio mandato è diverso – ha aggiunto Lula – e non combatterò Bolsonaro perché il mio compito è combattere la fame».

Secondo il presidente in carica, alcuni militari sono stati conniventi con i manifestanti. «Sto aspettando che si abbassi la polvere – ha dichiarato Lula – poi voglio vedere tutti i nastri registrati dall’interno della Corte suprema. C’è stata molta gente connivente tra la polizia militare, tra le forze armate. Sono convinto che la porta del Planalto sia stata aperta per far entrare queste persone, perché non è stata sfondata. Qualcuno ha facilitato il loro ingresso».

La difesa di Bolsonaro

Bolsonaro è ancora in Florida, dove si è recato pochi giorni prima dell’insediamento Luiz Inacio Lula da Silva. L’ex presidente è ricoverato in un ospedale di Orlando per dolori addominali. Alcune ore dopo i fatti di Brasilia, Jair Bolsonaro ha espresso la propria posizione su Twitter: «Le manifestazioni pacifiche, secondo la legge, fanno parte della democrazia. I saccheggi e le invasioni di edifici pubblici come quelli di oggi – ha scritto l’ex presidente – così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sono illegali. Respingo le accuse, senza prove, attribuitemi dall’attuale capo dell’esecutivo del Brasile. Durante tutto il mio mandato sono sempre stato nel perimetro della Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà».

Il sostegno a Lula

Il leader dell’estrema desta non ha mai riconosciuto la vittoria di Lula, che gode del pieno sostegno della comunità internazionale. L’attacco alle istituzioni brasiliane è stato condannato dai leader della maggior parte dei Paesi.

«Quanto accade in Brasile non può lasciarci indifferenti. Le immagini dell’irruzione nelle sedi istituzionali sono inaccettabili e incompatibili con qualsiasi forma di dissenso democratico. È urgente un ritorno alla normalità ed esprimiamo solidarietà alle Istituzioni brasiliane», ha scritto su Twitter la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni.

«Condanna assoluta dell’assalto alle istituzioni democratiche del Brasile. Pieno sostegno al presidente Lula, democraticamente eletto da milioni di brasiliani attraverso elezioni giuste e libere», ha twittato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. L’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, ha espresso il proprio «sgomento per gli atti di violenza e l’occupazione illegale del quartiere governativo di Brasilia da parte di estremisti violenti. Pieno sostegno a Lula e al suo governo, al Congresso e alla Corte Suprema Federale».

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha condannato «la violenza e gli attacchi alle istituzioni democratiche e al trasferimento pacifico del potere». Dure reazioni anche da Russia e Cina. «Condanniamo con la massima fermezza le azioni degli istigatori delle rivolte e sosteniamo pienamente il presidente brasiliano Lula da Silva», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Il portavoce del governo Cinese Wang Wenbin ha dichiarato che «La Cina segue da vicino e si oppone fermamente al violento attacco alle autorità federali in Brasile dell’8 gennaio». 

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Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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