La riforma della giustizia tributaria

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della giustizia tributaria. Il fine è di rendere più celere il contenzioso tributario.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di giustizia tributaria. L’intervento ha la finalità di raggiungere, entro il 31 dicembre 2022, l’obiettivo posto dal PNRR di rendere più celere il contenzioso tributario, considerato l’impatto che esso può avere sulla fiducia degli operatori economici, compresi gli investitori esteri. Tra le finalità anche quella di ridurre l’elevato numero di ricorsi in Cassazione.

I magistrati tributari, che oggi sono tutti onorari, saranno reclutati a tempo pieno mediante un concorso. L’organico della magistratura tributaria sarà ridotto e sarà composto da 450 magistrati in primo grado e 126 in secondo grado. I giudici tributari onorari rimarranno in servizio, in un ruolo ad esaurimento, fino al compimento dei 70 anni di età.

Presso il Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria saranno istituiti:

  • un Ufficio ispettivo a tutela del corretto esercizio e funzionamento degli organi della giustizia tributaria;
  • l’Ufficio del Massimario nazionale, per garantire l’uniformità di giudizio. Un’apposita banca dati permetterà agli operatori del settore di conoscere gli orientamenti giurisprudenziali e di prevedere l’eventuale esito dei processi.

Nei processi di primo e secondo grado sarà introdotta la prova testimoniale, come già accade nei giudizi civili e amministrativi. La conciliazione per le controversie è implementata fino ad un importo di 50.000 euro. Si introduce il giudice monocratico in primo grado per le controversie fino a 3.000 euro.

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