In Italia un terzo dell’acqua immessa in rete va perduto

Nel 2020 sono stati dispersi 0,9 miliardi di metri cubi di acqua nei capoluoghi provinciali. Tra le cause vi è la vetustà degli impianti.

Nel 2020 sono andati persi 41 metri cubi di acqua al giorno per km di rete nei capoluoghi di provincia. Si tratta del 36,2% dell’acqua immessa in rete. Secondo l’Istat, sono 236 i litri per abitante erogati ogni giorno nelle reti di distribuzione dei capoluoghi di provincia. In 11 Comuni capoluogo, tutti nel Mezzogiorno, sono state adottate misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua. Nel 2021, l’86,0% delle famiglie si dichiara soddisfatto del servizio idrico mentre il 65,9% delle persone è attento a non sprecare acqua.

Nel 2020, il servizio di distribuzione dell’acqua potabile nei 109 Comuni capoluogo di provincia, nei quali risiedono 17,8 milioni di abitanti, il 30% circa della popolazione italiana, è in carico a 95 gestori. La rete di distribuzione dei Comuni capoluogo si sviluppa complessivamente su oltre 57mila chilometri di rete. I gestori hanno complessivamente immesso in rete 2,4 miliardi di metri cubi di acqua (370 litri per abitante al giorno) ed erogato 1,5 miliardi di metri cubi, pari a 236 litri per abitante al giorno. I volumi movimentati nelle reti dei capoluoghi storicamente rappresentano il 33% circa dei volumi complessivamente distribuiti sul territorio nazionale. Rispetto al 2018, i volumi immessi in rete si riducono di oltre il 4%, i volumi erogati dell’1,6%.

Le perdite idriche

Nel 2020 sono andati dispersi 0,9 miliardi di metri cubi, pari al 36,2% dell’acqua immessa in rete (37,3% nel 2018). L’Istat sottolinea che “le perdite totali di rete hanno importanti ripercussioni ambientali, sociali ed economiche, soprattutto per gli episodi di scarsità idrica sempre più frequenti. Sono da attribuire a fattori fisiologici presenti in tutte le infrastrutture idriche, alla vetustà degli impianti e a fattori amministrativi, riconducibili a errori di misura dei contatori e ad allacci abusivi, per una quota che si stima pari al 3% delle perdite“.

In più di un capoluogo su tre si registrano perdite totali superiori al 45%. Le condizioni di massima criticità, con valori superiori al 65%, sono state registrate a Siracusa (67,6%), Belluno (68,1%), Latina (70,1%) e Chieti (71,7%). In sette capoluoghi i valori dell’indicatore sono inferiori al 15%: Macerata (9,8%), Pavia (11,8%), Como (12,2%), Biella (12,8%), Milano (13,5%), Livorno (13,5%) e Pordenone (14,3%). In nove Comuni, tre del Centro e sei del Mezzogiorno, si registrano perdite totali lineari superiori ai 100 metri cubi giornalieri per chilometro di rete, generalmente superiori al 50% in termini percentuali.

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