Elezioni: un bel giorno per i cittadini italiani

Giornata di elezioni e di referendum in Italia. Il dettato costituzionale e lo stato della democrazia in Italia.

Sono stati aperti alle ore 7:00 i seggi elettorali per le elezioni comunali e per i referendum. Sono 50.915.402 gli elettori chiamati ad esprimersi sui cinque quesiti referendari. Essi riguardano la separazione delle funzioni per i magistrati, la legge Severino, i limiti per la custodia cautelare, le regole per le candidature al Consiglio superiore della magistratura e le valutazioni dei magistrati. In 971 comuni, 9 milioni di cittadini sono chiamati alle elezioni dei sindaci e dei consigli comunale. I seggi saranno aperti fino alle ore 23 di oggi. Lo spoglio partirà dai referendum per poi passare, dalle 14 del lunedì, alle schede delle elezioni comunali.

Il dettato costituzionale

Il referendum abrogativo è contemplato dall’articolo 75 della Costituzione della Repubblica Italiana:
«È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum
».

Storia dei referendum

Dalla nascita della Repubblica sono stati 73 i quesiti referendari sottoposti a votazione. Dal 1946 ad oggi si sono tenuti 67 referendum abrogativi, uno istituzionale, uno consultivo e 4 costituzionali. I cittadini italiani si sono espressi su tematiche di fondamentale importanza: il divorzio, il finanziamento pubblico ai partiti, l’ergastolo, il porto d’armi, l’aborto, la responsabilità civile dei giudici, il nucleare, la caccia, le droghe leggere, la contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Gli ultimi quesiti approvati dall’elettorato, nel giugno del 2011, riguardavano la privatizzazione del servizio idrico, la produzione di energia nucleare e l’abolizione della legge sul legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri.

La democrazia italiana

Secondo il Democracy Index, l’Italia è la 31esima democrazia nel mondo. L’indice è composto da cinque indicatori: processo elettorale e pluralismo, libertà civili, funzione del governo, partecipazione politica, cultura politica. Ad abbassare il punteggio dell’Italia, tra le 5 categorie, è il funzionamento del governo. Il processo elettorale è elevato, con un punteggio pari a 9,58 su 10. Nel mondo, a vivere in una democrazia è il 45,7% della popolazione, mentre in un regime ibrido vive il 17,2% e in un regime autoritario il 37,1%. In ventisei Paesi il voto non è solo un diritto: i cittadini hanno l’obbligo di recarsi alle urne.

L’Italia, insieme ad altri Paesi al mondo, è al secondo posto nella classifica che analizza il processo elettorale e il pluralismo. Il diritto di voto è garantito a tutti i cittadini italiani che possono scegliere, come sempre di più sta accadendo negli ultimi anni, di non esercitarlo. Sarebbe tuttavia opportuno ricordare che vivere in un Paese democratico, soprattutto per le generazioni più giovani, è più una fortuna che un merito. Lo ha scritto bene Michele Salvemini, Caparezza: «Tu sei nato qui perché qui ti ha partorito una f*ca».

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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