sabato, Dicembre 13, 2025

Un quarantennio dalla Scomparsa di Elsa Morante

Condividi

Il 25 novembre si celebra il quarantesimo anniversario dalla morte di una delle scrittici italiane più importanti dello scorso secolo, Elsa Morante. Un’intellettuale le cui opere rimangono più moderne che mai.

Nasce a Roma il 18 agosto 1912, figlia di una maestra ebrea e di un impiegato che si fingerà suo padrino fino al 1926. Durante l’infanzia, infatti, era stata riconosciuta come legittima figlia da Augusto Morante, all’epoca marito della madre. Questo scambio d’identità segnerà per sempre i testi della scrittrice.

Artista decisamente precoce inizia giovanissima a scrivere favole e filastrocche per bambini che verranno pubblicate su vari periodici a partire dal 1933. Il suo esordio letterario risale al 1941 con un testo intitolato Il gioco segreto. Al 1941 risale anche il matrimonio con lo scrittore Alberto Moravia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 la Morante è costretta a scappare da Roma, al tempo assediata dai tedeschi. In questo periodo la scrittrice avvia anche la stesura del romanzo Menzogna e sortilegio, che vincerà il Premio Viareggio nel 1948.

Nel 1957 viene pubblicato uno dei romanzi più importanti della scrittrice, l’Isola di Arturo. Il testo è ambientato negli anni appena precedenti la Seconda guerra mondiale e tratta temi molto delicati per l’epoca come: il sesso, la violenza e l’omosessualità. Questa magnifica opera vale alla Morante il prestigioso Premio Strega, conferito per la prima volta nella storia ad una donna.

Gli anni Sessanta furono anni burrascosi per la scrittrice che si separò dal marito Alberto Moravia, senza di fatto mai divorziare, e che dovette affrontare la morte del pittore Bill Morrow, al quale si era legata in quegli anni. La Morante continuò a scrivere sporadicamente, pubblicando nel 1968 Il mondo salvato dai ragazzi, un canzoniere contenente poesie tradizionali, canzoni etc. Il testo, tra l’altro, sembra anticipare saggiamente i moti studenteschi del ’68.

Nel 1974 viene pubblicato il romanzo La Storia, ambientato a Roma durante la Seconda guerra mondiale. Il titolo altisonante non racconta la Storia delle grandi nazioni e degli eserciti in guerra, ma lascia parlare i deboli che, sulla storia, non hanno nessun controllo. Questo romanzo riscosse un immediato successo nel grande pubblico. Anche questa volta la modernità della Morante è disarmante. La storia parla di una donna e madre, Ida Ramundo, stuprata da un soldato tedesco e del figlio che nasce da questa violenza. Nel romanzo è impressa l’impronta autobiografica, e come per l’isola di Arturo si delinea lo spettro di un padre assente e negativo sotto ogni aspetto.

L’ultimo romanzo, Aracoeli, pubblicato nel 1982, racconta la storia di un difficile rapporto tra madre e figlio. Ancora una volta i grandi temi sono quelli dell’amore e della violenza. La scrittrice morì nel 1985 all’età di 73 anni a causa di un infarto.
Elsa Morante resta un’artista contemporanea, capace di indagare l’animo umano e di descriverlo con estrema precisione.

I suoi libri ci parlano ancora di temi importantissimi per la nostra società: il rapporto con la famiglia, la ricerca di sé, la brutalità della guerra e i pericoli dell’amore. Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e ricordiamo Elsa Morante che con le sue parole continuerà a insegnarci come affrontarla e forse, in un futuro, sconfiggerla.

Sullo stesso argomento

Leggi anche

Dello stesso autore