Addio (per ora) ai ristori per le famiglie di medici morti per Covid-19

La commissione Bilancio del Senato ha espresso parere negativo sul sub emendamento a prima firma della senatrice Maria Cristina Cantù (Lega). L’emendamento avrebbe riconosciuto indennizzi per 100 mila euro alle famiglie dei 369 medici italiani morti a causa del Covid-19. La proposta era stata inserita nel decreto Covid del 24 dicembre sulla proroga dello stato di emergenza al 31 marzo, approvato la settimana scorsa in prima lettura. Pertanto, il subemendamento è stato ritirato e riformulato sotto forma di ordine del giorno depositato e che verrà approvato in futuro dall’aula del Senato. Un ordine del giorno però è meno vincolante dell’emendamento. L’approvazione di un o.d.g. impegna il governo ad agire su un determinato tema, rimandando ad esso le decisioni.

Filippo Anelli: “Un’ occasione persa”

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ha dichiarato: “La mancata approvazione del subemendamento presentato dalla senatrice Maria Cristina Cantù è un’occasione persa. L’occasione di dimostrare gratitudine ai medici che hanno dato la loro vita per continuare a curare durante la pandemia. Dispiace che non si siano trovati i fondi per poter dare un ristoro anche simbolico, oltre che economico, alle famiglie di questi colleghi, medici di famiglia, liberi professionisti, specialisti ambulatoriali, odontoiatri. Famiglie che, in molti casi, sono, insieme alla perdita umana, rimaste prive dell’unica fonte di sostentamento e alle quali sono negati gli indennizzi Inail.

I medici che hanno perso la vita soprattutto nelle prime fasi della pandemia, quando hanno combattuto a mani nude contro il virus, in un contesto in cui mancavano mascherine, guanti, i più elementari dispositivi di protezione, lo hanno fatto per i loro pazienti, per il loro Paese. È giusto che ora il Paese riconosca il loro sacrificio, il sacrificio delle loro famiglie e provveda a quanti sono rimasti a ricordarli, sopportando, oltre al dolore della perdita, situazioni economiche anche drammatiche. Invitiamo dunque tutto il Parlamento a una riflessione in tal senso“.

La senatrice aveva tentato di far approvare la misura già inserendola tramite emendamento alla legge di Bilancio per l’anno 2022, approvata nel dicembre scorso. Anche in quel caso, il tentativo fallì per mancanza di coperture. Così la parlamentare, nel suo intervento in aula, ha annunciato che tenterà di riproporre l’emendamento in futuri decreti. La speranza è di far approvare la misura prima del 18 marzo. In quella data, sarà passato un anno dalla istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus.

Paolo Abete

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