Governo in bilico sulla riforma del catasto

Giovedì scorso la maggioranza si è spaccata ancora in Commissione Finanze della Camera sul disegno di legge delega sulla riforma fiscale. L’articolo 6 del disegno di legge, atto a modernizzare le regole fiscali ormai vecchie di 50 anni, riguarda gli aggiornamenti in tema di patrimonio immobiliare. Gli obiettivi della riforma del catasto sono la revisione del sistema di rilevazione catastale degli immobili, ottenuta facendo un aggiornamento degli immobili non censiti o accatastati in maniera diversa rispetto alla reale consistenza o destinazione d’uso. Ciò fornirà all’Agenzia delle Entrate nuovi dati sugli immobili. Inoltre, si attribuirà all’unità immobiliare un valore patrimoniale sulla base del valore di mercato fino al 1° gennaio 2026.

Il presidente di commissione e relatore del testo della riforma fiscale, Luigi Marattin (IV), ha dichiarato che un aggiornamento della base imponibile dei tributi immobiliari nel 2026 non serve ad aumentare il gettito totale, già in linea con la media europea, ma serve a migliorare l’equità del prelievo immobiliare, che oggi probabilmente va a svantaggio dei piccoli negozianti e dei piccoli proprietari di case”.

Il governo si è impegnato a non far corrispondere a questo aggiornamento delle imposte un aumento immediato delle stesse. Infatti, questa operazione richiederà tempo e soprattutto l’applicazione di questa riforma potrà avvenire solo dal 2026 e solo se il governo del 2026 lo vorrà. Questo, infatti, è garantito dal comma 2a dell’articolo 6. Esso recita “prevedere che le informazioni rilevate secondo i principi di cui al presente comma non siano utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali né, comunque, per finalità fiscali”. Ciò non è bastato ai partiti del centrodestra per votare a favore, ma ripercorriamo la diatriba in Commissione.

Cosa è accaduto in Commissione

La Lega propone un emendamento soppressivo dell’articolo 6. La sottosegretaria all’economia Maria Cecilia Guerra (Articolo 1 – MDP) minaccia quindi la caduta del governo nel caso in cui la maggioranza si fosse spaccata sul provvedimento. Forza Italia prova a mediare. A questo punto il centrodestra di governo (Lega, Forza Italia e Coraggio Italia) propone una riformulazione dell’articolo 6. Sembra quindi esserci un clima più disteso, ma in realtà la riformulazione toglie l’espressione “valori di mercato“, svuotando di fatto il contenuto della riforma del catasto. Dopo aver attestato la contrarietà del resto della maggioranza, la Lega punta di nuovo sull’emendamento soppressivo.

Il risultato finale è 22 favorevoli vs 23 contrari. L’emendamento è stato bocciato poiché Alessandro Colucci (Noi con l’Italia), presente in commissione in sostituzione del suo collega di componente Eugenio Sangregorio (USEI), si è staccato dalla coalizione del centrodestra votando a favore della riforma con M5S, PD, IV, Azione/+Europa, LeU. Hanno votato invece a favore dell’emendamento Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia, Alternativa.

La riforma del catasto è quindi approvata in commissione. Ora l’iter continuerà in Aula, dove sicuramente il tema continuerà ad essere molto caldo nella maggioranza.

Paolo Abete

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