Rassegna parlamentare: settimana 14-20 febbraio

Camera e Senato si sono occupati dei test di ammissione universitari, delle norme Covid, della direttiva Bolkenstein, del suicidio assistito.

Approvata in Commissione cultura alla Camera la mozione quadro della riforma dei test di ammissione a numero chiuso annunciata dalla signora Ministro dell’Università Cristina Messa. In commissione cultura al Senato, invece, è scaduta il 15 febbraio la possibilità di presentare gli emendamenti al disegno di legge Fusacchia (FacciamoEco) sull’abrogazione del divieto di contemporanea iscrizione a più di un Corso di Laurea. Sono stati presentati solo dieci emendamenti a prima firma della senatrice dell’opposizione Bianca Laura Granato (Gruppo Misto).

Decreti del Governo

È iniziato l’iter del decreto che cambiava le norme Covid su quarantena a scuola e DAD, approvato il 2 febbraio e non votato in Consiglio dei ministri dalla Lega in quanto prevede la DAD solo per i bimbi (>6 anni) non vaccinati in caso di almeno 5 positivi in classe. È stata bocciata con 309 voti contrari e 41 favorevoli una pregiudiziale di incostituzionalità presentata dall’opposizione. Il Governo ha chiesto la fiducia per la votazione alla Camera del DL Milleproroghe, dopo essere andato in minoranza su quattro emendamenti in Commissione.

Dopo l’approvazione in Senato, arriva alla Camera il DL Covid del 24 dicembre 2021 sulla proroga dello stato emergenza, il divieto di feste fino al 31 gennaio, le mascherine obbligatorie all’aperto e la riduzione della durata del Green Pass da nove a sei mesi. La Camera ha bocciato le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dall’opposizione, dai parlamentari Lollobrigida di Fratelli d’Italia e Forciniti di Alternativa, con 371 contrari e 44 favorevoli.

La questione di fiducia

Dato che al Senato la maggioranza si era spaccata su due emendamenti, il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul provvedimento. Si tratta della 38esima richiesta di fiducia dall’insediamento del governo Draghi. Chiedere la fiducia su un provvedimento significa trasformare il voto su quel provvedimento nel voto di fiducia che i parlamentari hanno dato o meno al Governo quando si è insediato. Pertanto, un partito della maggioranza che ha dei dubbi su alcuni temi toccati dal testo, è vincolato a votare a favore.

Un voto contrario da parte di un parlamentare equivale a dire che vuole uscire dalla maggioranza che sostiene il governo. Se a votare contro la fiducia è un partito di governo, occorre chiederla nuovamente. Se invece a decidere di non votare la fiducia è un partito di Governo che fa la differenza nel numero minimo di parlamentari per costituire una maggioranza, allora il Governo cade definitivamente. In questo caso, c’è bisogno di trovare una nuova combinazione di partiti pronti a governare assieme.

Quando si chiede la fiducia non sono concessi emendamenti, ma solo ordini del giorno. Alternativa e Fratelli d’Italia hanno quindi presentato due ordini del giorno. Essi chiedevano di impegnare il governo a revocare il Green Pass. La Camera li ha bocciati. Dopo la votazione nominale di fiducia sul provvedimento, c’è il voto finale elettronico. L’approvazione è avvenuta con 331 favorevoli, 45 contrari e 2 astenuti.

Mozioni

Approvata la mozione della maggioranza in tema di direttiva Bolkenstein sulle concessioni balneari. Fratelli d’Italia aveva presentato una mozione contro la decisione del governo di mettere a gara le concessioni balneari dal 2024. Pertanto, la maggioranza ha dovuto elaborare una sua mozione sul tema. Questa riprende però solo in parte quella presentata dall’opposizione, in riferimento alla promessa di tutelare i lavoratori del settore. Approvata con 366 Sì, 42 No e 22 astenuti (Coraggio Italia).

Approvata una mozione a prima firma Prestigiacomo (Forza Italia) sull'”impatto della transizione ecologica sul settore dell’industria pesante, con particolare riferimento al settore della raffinazione, petrolchimico e bioraffinazione“. Il testo, tra le altre cose, richiama alla garanzia di dare al settore i finanziamenti inseriti a fine 2020 nella legge di Bilancio 2021 a causa delle perdite dovute ai mesi di chiusura del primo lockdown.

Suicidio medicalmente assistito

La votazione ha riguardato solo i primi due emendamenti, firmati da Forza Italia e Lega. Essi chiedevano di stralciare dal testo l’articolo 1 del ddl sul fine vita. Sono stati respinti a voto segreto con 126 Sì e 292 No.

Paolo Abete

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